Favole da un’infanzia terrifica

LA RAGAZZA DI NAGASAKI

Sono andato a trovare la poetessa russa Evelina Schatz per convincerla a mischiarsi fra il pubblico della presentazione del mio disco e raccontare di un suo amico immaginario nella terra di Odessa. Mi ha risposto che la sua infanzia non ha avuto nulla di immaginario. La mia, mi ha detto, è stata un’infanzia terrifica. C’erano la guerra, le malattie e le uniche favole che ascoltavo da piccola erano i testi delle canzoni popolari. Storie di marinai e di alcolisti, di bettole e prostitute.

Le ho chiesto di farmi ascoltare qualcuna di quelle canzoni. Ho acceso il registratore e mi sono fatto tradurre le sue favole da un’infanzia terrifica.

La Ragazza di Nagasaki è la sua preferita.