TESTIMONIANZE DI TERAPIA IMMAGINARIA
Giovedì 13 ottobre 2011, per presentare il disco “I miei migliori amici immaginari” abbiamo aperto per un giorno, in Corso Buenos Aires a Milano, il Centro di Terapia Immaginaria. Lo psicoterapeuta Matteo Hu ha condotto una terapia di gruppo con varie testimonianze, fra cui in ultimo quella mia che ha dato inizio al concerto per voce e campionatore. Questi di seguito sono i testi che ho scritto e che hanno recitato gli attori mischiati fra il pubblico.
DAVIDE E L’INCREDIBILE IMMAGINARIO
con Davide Gozzi
Davide è la prima persona ad alzare la mano.. La alza in modo insicuro, timida e per gradi, all’inizio sembra quasi volerla ritirare. Si guarda intorno sperando ci sia qualcun altro a offrirsi, ma c’è solo lui.
Il terapeuta lo vede e gli fa cenno di parlare pure: Prego, abbiamo la prima testimonianza. Come ti chiami?
Davide: Ciao, mi chiamo Davide…. ed è una settimana che non vedo il mio amico immaginario.
Terapeuta: Bravo Davide, un applauso per Davide.
Davide, intimidito: Sì… grazie… cioè… in realtà anche prima, quando lo vedevo, sapevo che non esisteva davvero… perché non esiste vero? Cioè è chiaro che esiste solo nella mia mente, ma solo lì, mica anche qui… vero?
(da seduto alza lo sguardo verso l’alto, come a parlare con l’amico immaginario)
Vero? Io lo so che tu non sei vero… lo so che ti sto ascoltando solo io, che tutti loro adesso non ti sentono, caro il mio incredibile Hulk. Non puoi proteggermi ancora a quest’età… no… non fare così… lo so, lo so (si commuove)… vieni… vieni qui… (abbraccia il vuoto come se abbracciasse l’incredibile Hulk, dandogli anche qualche pacca sulla spalla).
Terapeuta: Ringraziamo Davide, un altro applauso per lui e per l’incredibile Hulk. Qualcun altro vuole raccontarci la sua esperienza?

MARIO E IL SIGNOR CAMMINA
Con Mario Esposito
Mario sorride seduto al suo posto, gira la testa a destra e a sinistra per vedere se c’è qualcuno pronto a intervenire. Spera di no, alza la mano e cerca gli occhi del terapeuta per farsi notare.
Mario: Ciao, sono Mario.
Terapeuta: Salutiamo tutti Mario.
Pubblico: Ciao Mario.
Mario: E qui accanto a me c’è il signor Cammina.
Terapeuta e Pubblico: Ciao Signor Cammina.
Mario: Vivo in una casa piccola, a malapena ci sto io, figuriamoci lui. Però appena esco la sera e comincio a camminare faccio stelvio zara sarca poi indietro garibaldi isola casa, ecco appena comincio a camminare che faccio stelvio zara sarca zona isola maciachini, ecco che mi cammina a fianco. Per mandarlo via devo tornare a casa, devo rifare tutto il percorso indietro sarca zara stelvio isola, ma la casa è troppo piccola, a malapena ci sto io. A malapena ci sto io, gliel’ho detto, come fai a starci anche tu, allora lo lascio fuori dalla porta. Io voglio stare in pace, io voglio soltanto stare solo.
Terapeuta: Ringraziamo Mario, e ringraziamo anche il Signor Cammina…

STEFANO, ANNALISA E IL FIGLIO IMMAGINARIO
Con Stefano e Annalisa Lotteri
Una coppia adulta, di cinquantenni, alzano entrambi le mani. Si parlano sottovoce per mettersi d’accordo su chi deve prendere per primo la parola. La moglie poi invita il marito a cominciare.
Stefano: Salve, io sono Stefano e lei è mia moglie Annalisa, siamo qui perché nostro figlio, Federico, è scappato via con il suo amico immaginario. Non abbiamo dato peso a quelle parole che diceva sottovoce….
(guarda verso il basso nel vuoto scuotendo la testa).
Annalisa, cercando il consenso dell’uditorio: Con chi parli?, gli chiedevamo, niente mamma, rispondeva, parlo da solo… non ci ha mai detto la verità.
Stefano: Da quando lui non c’è più, ci sembra di sentire i suoi passi, la sua voce, io guardo la porta di casa e lo vedo rientrare. Gli chiedo com’è andata la giornata…
Annalisa: Io gli preparo la focaccia come piaceva a lui…E a tavola metto sempre due posti in più, uno per lui e uno per il suo amico immaginario. Così a cena siamo sempre in quattro.

NEWTON, EINSTEIN E THOMAS
Di e con Thomas Pololi
Thomas: Sono qui perché non ho nessun problema con gli amici immaginari. Ma i miei due amici immaginari hanno un problema tra di loro. Continuano a discutere, anche animatamente, di alcune teorie matematiche o fisiche, non capisco bene perché parlano praticamente sotto forma di equazioni. Sento che sono io a dover trovare la soluzione che li metta d’accordo, ma non so proprio da dove cominciare. I nomi dei miei due amici immaginari sono Isaac Newton e Albert Einstein.

VALERIO E IL SUO PRIMO AMICO IMMAGINARIO
Mentre il terapeuta commenta l’ultima testimonianza, alle sue spalle, entra in scena Valerio. Cammina lento e imbarazzato verso il microfono. Dà qualche colpo per vedere se è acceso. Poi avvicina la bocca e dice: La prima volta che ho visto il mio amico immaginario c’erano tante sedie vuote, ma io ho capito esattamente dov’era seduto…
(Spinge un tasto del campionatore e sentiamo la sua voce fuori campo e in deelay concludere la frase): … l’Uomo Pan di Stelle.
Comincia il concerto

TRE DEI MIGLIORI AMICI IMMAGINARI
Durante alcune canzoni in scaletta tre attori hanno impersonato gli amici immaginari. Federico Lotteri è stato l’Uomo Pan di Stelle, ricoperto di nero e di stelle fluorescenti è entrato da una delle finestre della sala e ha offerto biscotti al pubblico. Thomas Pololi, che poco prima aveva testimoniato le sue due amicizie immaginarie, si è alzato dal suo posto, ha infilato cappotto, cappello e ha lanciato una valigia di cartone fuori dalla finestra. Poi, con un salto, l’ha seguita. Marzia Laini invece è stata l’attrice hard che ha fatto uno spogliarello in cui non si è visto nulla, ha sfilato in trench lungo il corridoio per andare dietro a un separé, lanciare scarpe, calze, guanti e poi uscire alla fine della canzone indossando un altro trench. La regia è stata curata da Patrizio Luigi Belloli. L’insegna del Centro e la Bacheca Immaginaria sono state realizzate da Claudia Bartolomei. Un grazie per l’aiuto nell’allestimento della sala a Francesca Ballarin, per l’allestimento sonoro a Ferdinando Arnò e a Olmo Costa. Alla quiet, please! per il caffè, le ciambelle, gli hamburger e per aver reso reale qualcosa di immaginario.
Foto di Alessio Di Nizio e Stefano Gilardino


2011 quiet,please!